Valsolda, in breve
Valsolda (Valsòlda in dialetto comasco, AFI: /valˈsɔlda/) è un comune italiano sparso di 1 437 abitanti della provincia di Como in Lombardia.
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Le più antiche menzioni della Valsolda risalgono in alcuni documenti dell'inizio del XII secolo. Feudo dell'arcivescovo di Milano da tempo immemorabile (lo era già nell'Alto medioevo, periodo in cui il territorio valsoldese costituì un territorio strategico dapprima nelle lotte tra Bizantini e Longobardi e, successivamente, tra questi ultimi e i Franchi) la Valsolda appartenne per lungo tempo agli abati del monastero di Sant'Ambrogio di Milano. Nel XIII secolo la storia delle terre valsoldesi s'intrecciò alle vicende della famiglia imperiale degli Hohenstaufen, con Federico II di Svevia che nel 1240 donò la pieve di Porlezza e la Valsolda alla città di Como.
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Le numerose chiese, presenti nelle frazioni di Valsolda e quelle sparse nel suo territorio testimoniano le qualità artistiche degli architetti, scultori e pittori originari di Valsolda. Ad esse si aggiungono alcune ville e palazzi. Chiesa di San Nicolao, già attestata al 1677 e riedificata come chiesa parrocchiale nel 1683. Santuario di Nostra Signora della Caravina, eretto in seguito a presunti miracoli nel Cinquecento. All'interno ospita dipinti di Isidoro Bianchi da Campione, Salvatore Pozzi, e Giovan Battista Pozzo Junior. Nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, la chiesa è indicata come S. Maria. Chiesetta di San Carlo (XVII secolo), eretta in onore della canonizzazione di Carlo Borromeo.
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Valsolda è stato luogo di ambientazione delle opere di Antonio Fogazzaro (Piccolo mondo antico oltre ad una raccolta di poesie intitolata proprio Valsolda). Ad Oria si svolgono, in gran parte, le vicende del romanzo Piccolo Mondo Antico: qui si trovano l'orto di Franco, la darsena di Ombretta, la villa del Niscioree, il cimitero… Altre vicende del romanzo hanno luogo ad Albogasio (con Villa Salve che funge da dimora del Pasotti e della sciora Barborin), a San Mamete, a Puria, a Castello, fin su al Santuario della Caravina. La Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio ha fatto di questi luoghi un "parco letterario" con cartelli segnaletici che accompagnano il visitatore a riconoscere i diversi luoghi attraverso i passi del romanzo.
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Il comune si affaccia sul ramo settentrionale del Lago Ceresio, al confine con la Svizzera fra Lugano e Porlezza, e sorge in due valloni convergenti nel torrente Soldo. I due valloni sono dominati da una cinta montuosa disposta a semicerchio. Partendo da ovest, verso Lugano, si trovano il Monte Boglia o Colmaregia (1516 m s.l.m), dal quale e dall'Alpe di Castello (125 m s.l.m) proviene il vallone occidentale, e le Cime di Noresso (1721 m s.l.m) e di Fiorina (1809 m s.l.m). A est si trovano l'Arabione o Torrione (1805 m s.l.m) - dal quale e dal passo Stretto (1101 m s.l.m) deriva il vallone orientale - il Bronzone (1434 m s.l.m), la Forcola (1195 m s.l.m) e, verso Porlezza, i Monti Pizzoni (1303 m s.l.m).
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