Plesio, in breve
Plesio (Pies in dialetto comasco, AFI: /ˈpjeːs/) è un comune italiano sparso di 813 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Il comune fa parte della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio situato in Val Menaggio.
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Plesio è un paese con antichissime origini. I resti di una imponente cinta muraria che perimetrava la sommità del Ciapp del castell, così come i riferimenti della microtoponomastica circostante (Sibell, Dunira, Paron, Ligomena) fanno supporre la presenza di un castelliere dell'età del bronzo finale databile al XII secolo a.C.. Si tratta quindi di una residenza fortificata dove si poteva dominare e sorvegliare l'area circostante e dove nei momenti di pericolo la popolazione tributaria poteva trovarvi rifugio. Probabilmente Plesio è uno dei ventotto castella che si arresero in quel fatidico 196 a.C. al console romano Marco Claudio Marcello insieme ai Comenses ai quali era confederato.
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Abbeveratoi e lavatoi sono presenti in tutte le frazioni, in particolar modo si segnala la fontana ed il lavatoio di Barna ed il lavatoio di Plesio chiamato fregee. Risalente al 1585 ma rimaneggiata nel XIX secolo, la Chiesa priorale di san Fedele ospita affreschi dei secoli XVII e XVIII. Breglia ospita il Santuario della Madonna di Breglia, del XVIII secolo, annoverato nell'elenco dei santuari e templi votivi della diocesi di Como. Situato in posizione panoramica, al suo interno custodisce un organo Rugantino della prima metà del XVII secolo. L'Oratorio montano di sant'Amaa (o sant'Amate) è una piccola costruzione a pianta rettangolare a navata unica preceduta da un nartece antistante l'ingresso.
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La biblioteca comunale ha sede in un edificio a fianco della casa comunale. Essa è attiva dagli anni settanta e fa parte come punto di prestito del Sistema bibliotecario Lario ovest, a sua volta inserito nel Sistema bibliotecario della provincia di Como. L'istruzione è stata una preoccupazione importante a Plesio. Nella magna charta del 1730, tra gli obblighi spattanti al Priore, l'articolo 18 recita: Che il suddetto nostro Parocho sia tenuto far scolla continua e ben regolata, alli figlioli del Priorato, et educarli a legere, e scrivere, con qualche puochi conti… A Breglia, nel 1778, il parroco don Domenico Galli aveva istituito un collegio - ginnasio.
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Nella cucina tradizionale vengono impiegati i prodotti tipici delle principali attività svolte nel passato, cioè l'agricoltura e la pastorizia. Piatto base immancabile è la polenta che deve necessariamente essere cotta su fuoco a legna e in un paiolo di rame mischiando con la resena farina di granoturco e di grano saraceno. La polenta viene accompagnata con i più svariati alimenti: carni, verdure, insaccati, latte, formaggio, pesce, uova. La pulenta uncia viene preparata mischiando grossolanamente a freddo la polenta con la semüda, il formaggio casereccio, immersi in abbondante burro fritto con aglio ed erba salvia. Nella pulenta colda e galina fregia viene servita con carne di gallina bollita e lasciata raffreddare.
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Fino alla metà del secolo scorso le attività fondamentali si svolgevano a livello familiare ed erano l'agricoltura, la pastorizia e la silvicoltura. Questi lavori erano riservati principalmente alle donne, agli anziani e ai ragazzi, mentre agli uomini era riservato per periodi più o meno lunghi l'emigrazione per integrare queste attività di pura sussistenza. I terreni del paese sono piuttosto scoscesi ed impervi e non danno la possibilità di coltivazioni intensive. Ci si limitava a coltivare per i fabbisogni alimentari familiari e del bestiame: cereali, legumi ed ortaggi, patate, fienagione. Con la vite si produceva il nustranell. Oggi queste attività sono quasi scomparse, limitandosi a coltivare pochi ortaggi.
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Plesio è adagiato in zona collinare sotto le pittoresche crode dolomitiche del monte Grona, nelle Prealpi comasche, situato sul versante lariano della Val Menaggio al di sopra della riva occidentale del lago di Como. Da Como, suo capoluogo di provincia, dista 28 km. L'intero territorio comunale ha una escursione altimetrica di 1832 m, da 275 a 2.107 m s.l.m., comprendendo nel suo territorio, la cima del monte Grona (1.736 m) e la cima del monte Bregagno (2.107 m). È suddiviso in sei frazioni, disposte a varie altitudini nell'ampia conca formatasi dall'erosione del ghiacciaio nei più antichi calcari marnosi e nelle arenarie del carnico.
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