Valmorea, in breve
Valmorea (Valmuréa in dialetto comasco, AFI: /valmuˈrea/) è un comune italiano sparso di 2 604 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Situato nella Valmorea è costituito dai nuclei abitati di Caversaccio e Casanova Lanza, riuniti nell'unico comune attuale per effetto del regio decreto 18 marzo 1928, n. 704. Si trova nel cuore dell'Alto Olgiatese.
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Come testimoniato da ritrovamenti di tombe celtiche e romane avvenuti rispettivamente nel 1936 e nel 1974, il territorio valmorese era già frequentato durante l'età antica. La più antica attestazione di un toponimo relativo all'attuale territorio di Valmorea è un documento datato 852, documento che cita la località Caversazi (Caversaccio) tra i territori del contado del Seprio dove si trovano alcuni beni da spartire tra una certa Adelburga, vedova di Adalgiso di Schianno, e un tal Balderico, di nazionalità alemanna.
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===== Chiesa di San Biagio ===== Parrocchiale dedicata ai santi Biagio e Cristoforo, la chiesa fu costruita tra il 1750 e il 1776 al posto di una cappella di pertinenza della famiglia Sala e attestata all'interno della pieve di Uggiate sin dalla fine del XIII secolo. La chiesa si presenta come un edificio in stile neoclassico, accompagnata da un campanile barocco alto ben 37 metri. ===== Chiesa delle Sante Faustina e Liberata ===== La Chiesa delle Sante Faustina e Liberata, la cui edificazione è databile ai secoli XVII-XVIII, è documentata all'interno della parrocchia di San Biagio già nel 1788, anno in cui la parrocchia stessa era di giuspatronato della nobile famiglia dei Somigliana.
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Nel dialetto locale, gli abitanti di Caversaccio sono chiamati peraa, cioè scuoiatori, mentre quelli di Casanova sono chiamati gòss, ovvero ingordi. Il soprannome deriverebbe da una storia popolare secondo la quale la gente di Cagno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decise di far salire in cima a esso, per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda, affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. Tuttavia le cose non andarono come essi avevano sperato, perché l'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima. I cagnesi chiamarono poi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino.
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Il comune dì Valmorea non prende il nome da un centro abitato ma dall'omonima valle su cui si estende. Valmorea sorge poco sotto ai 500 metri di altitudine nelle prealpi lombarde, in territorio lariano a pochi passi dal confine con la Svizzera. È posto sulla riva sinistra del torrente Lanza, che scorre nella valle detta - appunto - "Valmorea" e si trova alle porte della Comunità montana del Piambello. Il comune poggia sulla cinta di colline che si sviluppano ai piedi del monte Generoso. Nella parte settentrionale del territorio comunale scorre il ruscello detto Rio Scivescia (o, più semplicemente, Scivescia). Il ruscello, affluente di sinistra del Lanza, nasce in territorio comunale di Valmorea e, per alcuni tratti, segna il confine con il comune di Bizzarone.
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